Manuel manuel...ancora una volta mi stupisci, dai voce ai miei pensieri più vividi...
Vividi \ lividi.
Lividi.
Io me li ricordo quelli che mi lasciavi addosso.
Sulla pelle e sotto la pelle.
A volte speravo mi lasciassi i segni, così avrei potuto mostrare al mondo quello che mi stava succedendo.
E invece nella maggior parte dei casi il dolore rimaneva tutto dentro, e non si palesava mai fuori.
Fuori \ muori.
Muori.
Hai persino minacciato di ucciderti, ci hai fatto scrivere che stavi morendo, e io me la ricordo, l'ansia, il groppo in gola, le telefonate nervose a chiunque pensassi potesse capirmi. Risultato, grande frustrazione, nel non poter chiamare l'unica persona che avrei voluto vicino in quel momento.
Momento \ Memento.
Io non dimentico. E leggo ora certe tue parole e so che non sei cambiata, solo più vecchia, più sola, più stanca. Sarebbe bello dimenticare tutto, ma purtroppo o per fortuna non sono una da revisionismo. E non ti permetterò di passare dalla parte della vittima.
Vittima.
Non ho più rabbia, dopo 5 anni. Solo un buco dentro, che ho imparato ad affogare qua e là come si può.
"Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va"
se lasci andare quel demone, veramente, non dovrai più batterti, non dovrai più affogare qua e là.
RispondiEliminalascia che sia