domenica, dicembre 30

Disconnected

Il Suicidio dei Samurai. 
Coraggio, lealtà, purezza interiore. Quando tutto va a farsi benedire, quando il caos afferra il mio cuore e la mia mente grida, forse ci siamo, la marea mi ha portato un altro di quei momenti così. Uno di quei momenti in cui non sono più io, o forse lo sono fino in fondo di nuovo. Il vestito da brava bambina mi andava stretto. Così, sei arrivata tu è non ho avuto problemi a spogliarmi. E non mi è dispiaciuto. E non mi sento pentita. E nemmeno colpevole. The dark side of the moon. Luna piena. E ti ho voluta sbranare a lungo. 
Sono a mio agio al buio . L'oscurita' e' il mio regno, e tu l'hai voluto assaggiare. Mi sono sporcata, ma dopo aver asciugato il tuo sudore, ho cambiato le lenzuola e tutto e' andato a posto. Fisicita'. Tu che sei attratta dalla mia ratio ti sei divertita a confondere le carte. Abituata a pescare il Re, per una volta la Regina. Crogiolandomi all'ombra del tuo corpo, ho recuperato quella complessità che messa da parte mi priva di gioia. Giuda. Ma sornione. 
Niente conta, in fondo.

mercoledì, maggio 2

Insonnia, again

Eccoci di nuovo. Per chi non lo sapesse ilcantonotturno originale nacque dalla mia passione et per Leopardi et per la scrittura notturna. Sintomo troppo spesso di un'insonnia colma di inquietudini.
Cattiva (o buona) abitudine dimenticata per tanto tempo. E invece eccomi qui. Di nuovo. L'orologio segna le 2 e 31 minuti, fa 4 ore e 14 minuti suonerà la mia sveglia e io dovrò essere lucida in forma lucida con il cervello ben temperato. Come una matita aguzza. Appuntito.
Forti dolori addominali. Sotto lo sterno, per essere precisa. Ansia. E poi, rapida come un'iniezione intramuscolare, arriva l'ipocondria. Infarto infarto infarto. Stai per morire. Mi alzo, faccio due passi. Meglio. Bevo un pò d'acqua. Peggio. Costrizione toracica. Sta arrivando la fine. Mando un paio di sms alle 2 persone che so correrebbero da me immediatamente. Nessuna delle due risponde. Merda, sono fregata.
Rilassati rilassati rilassati non è niente.
Cosa c'è che non va?
Ahia. Bruciori di stomaco. 
Cosa ti provoca tutto questo?
Fitta.


Radiohead negli auricolari, non so se aiuta, ma distesa nel letto con il portatile con le ginocchia e Thom Yorke a farmi compagnia forse riesco a rilassarmi.


I mali incurabili che possono colpire il copro di un essere umano sono innumerevoli.
Googlelando inserendo i sintomi costrizione toracica, dolore addominale, nause, viene fuori di tutto.
Tumore al polmone e complicazioni cardiologiche i più suggestivi.


L'ipocondria...


Che poi io me lo chiedo, ogni volta. Cosa vuoi che sia?


Sono sempre meno convinta che la cosa peggiore che mi possa succedere sia la morte.


Morte morte morte.
No, non lo trovo scabroso. A quest'ora della notte, persino la censura è andata a dormire. E io scrivo senza freni. E trovo disgustoso questa mia condizione. Attacco di panico, maybe.


Ma esattamente perchè? Potrei cominciare facendo un elenco ben ordinato. Alfabeticamente ordinato.


Ma sarebbero solo tiepide pallide sfuocate scuse.
Fattore interni o esterni?
Sempre interni.
La verità è lì, da nessun altra parte.


Smontatemi pezzo per pezzo.


02:41 


L.

lunedì, aprile 23

Ha ancora senso battersi contro un demone...

Quando la dittatura è dentro di te?


Manuel manuel...ancora una volta mi stupisci, dai voce ai miei pensieri più vividi...
Vividi \ lividi.
Lividi.
Io me li ricordo quelli che mi lasciavi addosso.
Sulla pelle e sotto la pelle.
A volte speravo mi lasciassi i segni, così avrei potuto mostrare al mondo quello che mi stava succedendo. 
E invece nella maggior parte dei casi il dolore rimaneva tutto dentro, e non si palesava mai fuori.
Fuori \ muori.
Muori.
Hai persino minacciato di ucciderti, ci hai fatto scrivere che stavi morendo, e io me la ricordo, l'ansia, il groppo in gola, le telefonate nervose a chiunque pensassi potesse capirmi. Risultato, grande frustrazione, nel non poter chiamare l'unica persona che avrei voluto vicino in quel momento.
Momento \ Memento.
Io non dimentico. E leggo ora certe tue parole e so che non sei cambiata, solo più vecchia, più sola, più stanca. Sarebbe bello dimenticare tutto, ma purtroppo o per fortuna non sono una da revisionismo. E non ti permetterò di passare dalla parte della vittima.
Vittima.


Non ho più rabbia, dopo 5 anni. Solo un buco dentro, che ho imparato ad affogare qua e là come si può.

"Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va"