- scrivere
- scrivere di più
- scrivere per me stessa
- dimenticare le ferite
- tenere a mente la gioia
- ammaestrare la tristezza
- smettere di fissare le cicatrici
- circondarsi di persone belle
- essere positivi ogni giorno
- fidarsi di più
- imparare una cosa diversa quando si può
- vedere posti nuovi
- conoscere persone nuove
- leggere un libro al mese
- amare
- amare di più
- amare me stessa
- perdere il controllo più spesso
- lasciare il controllo a persone fidate più spesso
- non smettere mai di sorprendersi
domenica, gennaio 3
Buoni Propositi
Quello che non c'è (più)
Ultima data di pubblicazione.
Luglio 2014.
E rieccomi.
Gennaio 2016.
A scrivere l'epilogo.
Manuel Agnelli come un fido alleato nelle orecchie, mi ritrovo a respirare un'aria diversa.
Pensieri evoluti.
Volevo scrivere la parola fine per davvero. Anche se sappiamo entrambe che non è necessario.
Voglio scriverti un'ultima volta per ricordarmi com'era avere un pubblico così attento.
Un interlocutore degno.
Mi sono sempre rivolta a te, nella mia introspezione, nei miei pensieri più profondi, ogni volta che mi guardavo allo specchio, ogni volta che desideravo di più.
Poi ho smesso.
Non so come sia andata davvero. Ma all'improvviso il tuo viso si è fatto sempre più sbiadito nei miei occhi non è rimasta altro che un'ombra.
e ieri averti avuto davanti non mi ha mosso nemmeno un muscolo.
non è scattato.
non ho sentito lo stomaco chiudersi, non ho avuto voglia di toccarti, niente.
inutile che tenti di raccontarmela.
Ho smesso.
Volevo dirtelo.
Non esiste più davvero un Noi.
Non immaginavo sarebbe stato così.
Senza alcuna pesantezza, senza alcuna tragedia.
Sommessamente sei andata via.
Addio.
Luglio 2014.
E rieccomi.
Gennaio 2016.
A scrivere l'epilogo.
Manuel Agnelli come un fido alleato nelle orecchie, mi ritrovo a respirare un'aria diversa.
Pensieri evoluti.
Volevo scrivere la parola fine per davvero. Anche se sappiamo entrambe che non è necessario.
Voglio scriverti un'ultima volta per ricordarmi com'era avere un pubblico così attento.
Un interlocutore degno.
Mi sono sempre rivolta a te, nella mia introspezione, nei miei pensieri più profondi, ogni volta che mi guardavo allo specchio, ogni volta che desideravo di più.
Poi ho smesso.
Non so come sia andata davvero. Ma all'improvviso il tuo viso si è fatto sempre più sbiadito nei miei occhi non è rimasta altro che un'ombra.
e ieri averti avuto davanti non mi ha mosso nemmeno un muscolo.
non è scattato.
non ho sentito lo stomaco chiudersi, non ho avuto voglia di toccarti, niente.
inutile che tenti di raccontarmela.
Ho smesso.
Volevo dirtelo.
Non esiste più davvero un Noi.
Non immaginavo sarebbe stato così.
Senza alcuna pesantezza, senza alcuna tragedia.
Sommessamente sei andata via.
Addio.
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